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domenica 4 gennaio 2009

Cene di Beneficenza e Solidarietà con Gaza

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Islamic Relief Italia e i Giovani Musulmani d'Italia organizzano delle cene di beneficenza e solidarietà con e per Gaza. Queste serate servono al fine di informare sullo stato umanitario attuale di Gaza e per raccogliere fondi da devolvere ai sofferenti di Gaza.

Martedì 6/01/2009 - Torino, Ristorante Rababa (via San Domenico 1) ore 19.30. Costo minimo 20 € - prenotazione obbligatoria. Adesioni a volontari@islamic-relief.it o 3277368050

Domenica 11/01/2009 - Milano, Ristorante Omarnino (via Pietro Crespi 16) ore 19.00. Costo minimo 20 € - prenotazione obbligatoria. Adesioni a volontari@islamic-relief.it o 3277368050

giovedì 1 gennaio 2009

Gaza necessita dei nostri sforzi

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Emergenza Estrema a Gaza

Nel mattino del 27 Dicembre scorso, un pesante attacco missilistico è stato attuato contro la Striscia di Gaza, riaccendendo le ostilità tra Israeliani e Palestinesi. Il bilancio delle vittime si è fatto drammatico sin dalle prime ore: 195 civili palestinesi uccisi e oltre 200 feriti. Trattandosi di stime approssimative, è molto probabile che il numero di morti e feriti sia destinato a crescere, soprattutto se le incursioni israeliane si protrarranno a lungo, sprofondando il popolo palestinese - ancora una volta - nell’incapacità di fornire cure e soccorsi adeguati a tutti, nonché nell’ennesima, critica emergenza umanitaria. Secondo quanto riportato dalla BBC, quest’ultimo attacco rischia di essere il peggiore in termini di vittime e feriti dal 1967.


Rifornimenti all'Ospedale Al Shifa di Gaza
Conferenza Stampa del 29 Dicembre 2008Islamic Relief Worldwide invia rifornimento di farmaci all’ospedale Al Shifa di Gaza
L’Organizzazione Umanitaria internazionale Islamic Relief ha finanziato l’invio su cinque tir di un carico urgente, per rifornire di farmaci e dispositivi medici l’ospedale di Gaza “Al Shifa” ed altri centri clinici della Striscia. Tra gli articoli richiesti con maggior urgenza dal Ministero della Sanità palestinese, perché esauriti: siringhe, guanti chirurgici, garze sterili e cannule per uso orale. Il costo complessivo del rifornimento è di 86.000 sterline inglesi. Gli aiuti sanitari, che sono stati acquistati sul mercato locale per favorire l’economia palestinese, saranno distribuiti presso i principali centri medici di Gaza in collaborazione con il Ministero della Salute.
Continua ...

Appello ai volontari

Ci stiamo mobilitando con tutte le nostre forze per portare più aiuti possibili a Gaza. Abbiamo preso contatto con alcuni nostri volontari per poter organizzare in tutte le città possibili delle cene di raccolta fondi e sensibilizzazione, delle giornate per Gaza, dei banchetti, ... Per questo chiediamo ai nostri volontari e a tutti quelli che vogliono di darci una mano per salvare più vite possibili, con il permesso di Dio.


Appello a tutti

Carissimi tutti,ti lanciamo questo appello diretto ad ognuno di voi. Dopo aver visto la situazione di Gaza, che è sicuramente peggiore di quella descrittaci dai mass-media, di fare il massimo e ognuno con quello che può dare di soldi, tempo, preghiere, sensibilizzazione, ... e altro di lavori che possiamo fare insieme per Gaza.

Vostre Donazioni

Se possedete una POSTEPAY o una carta prepagata o una carta di credito, potete donare la quota che volete dedicare a Gaza tramite il sito internet a questa pagina:

· Conto Postale: c/c n° 24024002
· Conto Bancario: BNL - IBAN: IT 68M 0100501614000000013970
· Assegno non trasferibile intestato a : Islamic Relief Italia

domenica 22 giugno 2008

Progetto a Gaza di Islamic Relief Italia

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Islamic Relief Italia 19/06/2008

IL PROGETTO BEIT HANNUN

Caro fratello e cara sorella,
nonostante i cambiamenti frequenti della situazione politica in Palestina e a Gaza in particolare, la situazione umanitaria rimane drammatica. Islamic Relief da anni affronta le continue crisi umanitarie con interventi d’emergenza, aiutando la popolazione a fronteggiare la costante mancanza di beni di prima necessità, distribuendo cibo, acqua, coperte ecc., donando macchinari moderni per ospedali e cliniche, portando medicinali essenziali ed intervenendo con continuità per limitare le sofferenze del martoriato popolo palestinese.
Ma tutto questo non basta, Islamic Relief coerentemente con la propria strategia che mira a permettere alle popolazioni di ottenere i mezzi con cui autosostentarsi e a promuovere un’economia sostenibile ed uno sviluppo sociale organico, implementa progetti di medio e lungo termine. In questa cornice Islamic Relief Italia ha deciso di finanziare un progetto a favore delle studentesse della città di Beit Hannun così da fornire loro la possibilità di crearsi in futuro un’attività lavorativa.Nella
brochure realizzata troverai tutte le informazioni rispetto a questo importante progetto (oltre a una breve panoramica sulle attività di Islamic Relief in Palestina) che ti invitiamo a sostenere donando ora, via posta, banca oppure online ed indicando nella causale:Progetto Beit Hannun.

Novità


DVD INVITO ALL'AMORE
Tutte le conferenze tenute dal dott. Omar Abdelkafi in un DVD Doppio!
Se risiedi a Milano puoi acquistarlo direttamente presso il nostro ufficio in Via Tajani 1 (angolo via amadeo) Vedi >
sezione recapiti in caso contrario recati alla Moschea o al Centro Islamico a te più vicino!Contattaci allo: 02 36523730 o Inviaci una mail: ordini@islamic-relief

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venerdì 18 aprile 2008

Sugli Attentati Fronte Combattente Cristiano

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Stava per “alzare il tiro” (contro i musulmani)

Arrestato Roberto Sandalo per “incendio doloso continuato e aggravato da discriminazione religiosa


Conferenza stampa del PM Spataro:
grave anche l’irresponsabilità di certi politici e giornalisti

Servizio di Abdullah Paolo Gonzaga (per Islam-onLine.it)

Roby il pazzo, come lo chiamavano in Prima Linea, l’organizzazione armata di sinistra, nell’ambito della quale su era macchiato di almeno 110 reati di cui tre omicidi, tutti cancellati in cambio della sua collaborazione con gli inquirenti, si era da tempo convertito ad una sua particolare visione del cristianesimo e della nazione.


Lo hanno preso la notte tra il 9 e il 10 aprile dopo che altre due auto erano state incendiate nei pressi del Centro islamico di Milano-Segrate e dopo che un altro veicolo era bruciato davanti all’ingresso della moschea di Via Quaranta, sempre nel capoluogo lombardo. Il quest’ultimo caso l’azione era stata rivendicata dal “Fronte Cristiano Combattente”, una sigla che aveva già firmato l’attentato che subì la sede milanese (e nazionale) dell’organizzazione umanitaria “Islamic Relief” giusto un anno orsono, il 13 aprile del 2007. In quell’occasione la rivendicazione minacciava di morte anche il sottoscritto, nella sua funzione di direttore delle attività in Italia dell’ente umanitario del Regno Unito.
Dopo I.R. furono attaccate la sede della Co.Re.Is in via Meda, un negozio appartenente ad un immigrato musulmano, per ben tre volte la moschea di Abbiategrasso.
Le indagini della DIGOS di via Fatebenefratelli si erano orientate negli ambienti dell’integralismo cattolico xenofobo e antislamico in cui spiccava la figura di Roberto Severini, questo il nome che Sandalo aveva assunto dopo la liberazione dal carcere (in tutto c’era rimasto più o meno due anni). Severini-Sandalo aveva cercato di entrare nelle Guardie Padane e il suo tentativo di infiltrazione era stato denunciato addirittura da Borghezio. Negli ultimi anni si era fatto vedere spesso in manifestazioni e marce antislamiche: contro la costruzione delle moschee di Colle val d’Elsa e Bologna e contro “l’islamizzazione dell’Europa” davanti all’ufficio milanese del Parlamento di Strasburgo.
E’ stato comunicato dalla Questura, che gli hanno trovato: una tanica contente 5 litri di benzina, un fucile ad aria compressa, due taniche di diserbante e altre bottiglie contenti miscele infiammabili, 7 bottiglie molotov già pronte con innesco in cartone e miccia di stoffa, un tubo di metallo con entrambe le estremità dotate di innesco, un ascia, altro materiale per il confezionamento di ordigni esplodenti, un manganello telescopico, uno spray urticante, un timbro con la scritta “Stop all’Islam” e altro materiale atto ad offendere.
Nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio in Questura il PM Spataro ha sottolineato la pericolosità del personaggio, che benché impunito è un pluriomicida (nel 1979, in meno di tre mesi uccise il vigile urbano Bartolomeo Mana durante una rapina di Prima Linea, un barista, Carmine Civitate e il dirigente Fiat Carlo Ghiglieno).




Il magistrato ha detto che le azioni antislamiche che gli vengono imputate hanno rischiato di provocare conseguenze ben più gravi delle semplici devastazioni materiali dei suoi obiettivi e che le ultime rivendicazioni e quanto ritrovato fanno pensare che si apprestasse ad un ulteriore salto di qualità. L’ultima rivendicazione, quella a seguito dell’incendio dell’auto di un frequentatore della moschea di via Quaranta, annunciava che avrebbe “alzato il tiro” circostanza questa che forse ha impresso un’accelerazione decisiva alle indagini già in corso.



Il PM ha voluto rassicurare la comunità islamica sull’imparzialità delle istituzioni e ha rammentato come l’uso del linguaggio da parte di chi ha un ruolo pubblico debba essere improntato al senso della responsabilità affinché a nessuno venga mai in mente di mettere in atto le frasi infuocate di certi leaders. Un ultima (benedetta) stoccata il dott. Spataro l’ha riservata a “certa stampa e certi giornalisti” che al momento degli attentati parlarono di “faide interne” alla comunità dei musulmani di Milano. Il magistrato ha denunciato il pericolo che deriva da un atteggiamento di questo tipo e l’irresponsabilità di chi fa certe dichiarazioni o scrive certe cose.
Alle pressanti domande dei giornalisti presenti il PM o non ha voluto confermare né smentire la possibilità di altri fermi, limitandosi a dire che le indagini sono in corso.


E se tanto mi da tanto Roby il pazzo non starà molto a cantarsela… con i suoi precedenti…

lunedì 14 aprile 2008

Arrestato Il Crociato

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo


TERRORISMO: ISLAMIC RELIEF, ARRESTO SANDALO NON CI SORPRENDE

IL DIRETTORE DELL'ONG ISLAMICA OBIETTIVO DI UN ATTENTATO COMPIUTOLO SCORSO ANNO DALL'EX PRIMA LINEA


Milano, 10 apr. - (Aki) - "Non siamo affatto sorpresi per l'arresto ordinatodalla procura di Milano dell'ex Prima Linea, Roberto Sandalo, in merito alleindagini sugli attentati contro le moschee e i centri islamici lombardi". E'questa la reazione di Abdullah Gonzaga, direttore per l'Italia dell'ongIslamic Relief, oggetto nell'aprile dello scorso anno di un attaccoincendiario compiuto con il lancio di una bomba molotov contro la propriasede milanese. "L'attentato che abbiamo subito noi è stato il primo dellaserie che ha poi toccato gli altri centri islamici della regione - spiegaGonzaga ad AKI - ADNKRONOS INTARNATIONAL - ed è stato l'unico a essererivendicato con una sigla che era quella del fantomatico 'Fronte cristianocombattente' che lanciava minaccia nei miei confronti".Gonzaga confermaquanto trapelato in queste ore dalla procura, che parla della partecipazionedi Sandalo a manifestazioni di carattere anti-islamico tenutesi a Milano."Avevamo saputo che questo personaggio era entrato nelle fila di gruppi notiper le loro posizioni islamofobiche - afferma -. Inoltre era stato visto auna manifestazione anti islamica che si è svolta a Milano in occasionedell'11 settembre. Sin dall'epoca sostenevo che solo persone che hanno inodio le organizzazioni impegnate nel dialogo interreligioso e che cercano dicostruire ponti tra diverse culture e fedi potevano essere i responsabili diquegli atti. Temiamo che chi ci ha attaccato frequenti proprio quegliambienti".



(Ham/AKI)10-APR-08 14:23

giovedì 6 marzo 2008

Una Storia dall'Olocausto di Gaza

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Ci è giunta una email di un operatore di IR Palestina che racconta di una sua giornata a Gaza... purtruppo per mancanza di tempo non posso tradurla ma per chi conosce l'inglese la legga poiché rende bene l'idea della vita oggi, adesso nella città dell'Olocausto. Vi risparmio le foto che ha scattato durante questo giorno e di cui racconta di aver fatto.

Islamic Relief Palestine

Baby Dreams…

By Mohammed Ali
IRPAL Media Officer

IR Palestine – Gaza City – Today is Saturday, 1 March 2008 which is one of the bloodiest days in recent Gaza history as 62 Palestinians lost their lives.

In the beginning of the day I woke up and turned on the television and watched news that was talking about 30 Gazans killed and other 100 injured. TVs were broadcasting the scenes of children crying and terrified. Ambulances were carrying bodies of little babies and children. After a while, I realized that Israel has escalated their military operation when the rolled inside Jabalia refugee camp which has highest density of population.

Sounds of unmanned spy planes and military helicopters were clearly heard all the time as well as explosions. At the same time, the Holy Qu’ran was being played by all mosques in Gaza. The general atmosphere was sad, tense and in expectation of the worst.

I prepared myself and I decided to go right to the main hospital in Gaza City and I took the camera with me. I never could have expected what was waiting me. As soon as I arrived to Al-Shifa Hospital’s reception and emergency room I noticed clothes and shoes covered in blood. A while later, ambulances started to arrive one after another to the emergency rooms where I was standing. The first one was carrying a 16 year old boy, full of blood, while the second one was carrying two men and an ambulance officer. One of the two men were dead and covered while the second one was cut of like pieces. The ambulance officer was screaming as he had injuries in the thigh. At that time, at least five ambulances came at once. The emergency room was full of injured, doctors, families, journalists… everybody was running, screaming and crying.

While I was taking photos, I noticed the 16 year old boy who came to the hospital the time I arrived, I walked toward him, but no one was there for him, I started to speak with him trying to calm him dawn but he was crying and completely horrified. Suddenly he looked at me with his teary eyes and told me, "Please help me…don't let me die." I didn’t know what to do but to hold his hands and to tell him not to worry and I am next to him. The boy’s injuries were serious as I could see bleeding holes in his young and innocent body. I ran to find any doctors to give me a hand, but all the doctors were extremely busy. Finally I found one and he came with me back to the boy. The doctor shouted after checking him "There's a boy here in need for immediate surgery". The boy was crying more and more after he heard these words, and for me I was still holding his hands until they took him to operating room. I still do not know what happened with him.

The incident make me feel so bad, I called my boss (Dr. Mohammed Alsousi) and I explained him what was happening in the hospital, minutes later he came to the hospital. While standing and waiting together I heard that the number of martyrs increased to 42 as a residential building had been targeted and 10 members from 'Atallah family' had been killed in a single strike.

Finally I decided to go back home to rest, thinking mistakenly that things had finished. The opposite happened as the attacks escalated against civilians in the northern Gaza Strip and the number of the causalities was dramatically increasing. I went back to Al-Shifa Hospital and I waited in the same place and soon a normal car came driving in very fast and everyone started to run thinking the car was carrying the injured but it was not. Three ladies came out of the car crying and running inside the emergency room, screaming "I want to see him… I know he is dead…" Obviously, she knew that her son was one of the martyrs inside the hospital morgue. Nothing can be worse than the feeling when you know your child is dead.

Every ten minutes an ambulance arrived with dead bodies and/ or injured. What seemed most unbelievable was that most of them were women and children. By 10:00pm local time, 62 Gazans had been pronounced dead, 17 of them were children while there were another 200 Gazans injured of which about 80 which are in critical condition.

Still the day did not finish as Al-Shifa Hospital called Islamic Relief for an urgent appeal meeting to find a way to supply the Intensive Care Unit (ICU) with four life monitors, surgery bandages and other disposables and two ventilators as the ICU was completely overloaded with injuries and far exceeded the capacity of the hospital.

I went back to the hospital for the third time in the same day as Islamic Relief responded to the urgent hospital appeal for medical equipment. This time I had to enter the ICU in order to document the delivery of the machines. Entering the ICU was a shock to me because I could see so many people with but little hope to live… the sound of life monitoring tones were everywhere... the scene was indescribable. I started to take photos for some of the cases. The first one was of a youth that lost his leg and the second was a boy covered by bandages in the face with lots of wires, and many others.

Among the monitoring tones, doctors, and nearly dead people lying dawn, I noticed a young baby aged 15 months, from the 'Abu Jarrbou'h' family. I looked at her while a doctor was checking her and I could read in her face the true meaning of innocence. I asked the doctor about her case and he told me that she's in critical but stable condition. There was something really attaching me with this little baby; it could be because I have a baby of almost the exact same age.

Technicians were busy setting up the new life monitors and the ventilators machines donated by Islamic Relief in the same ICU. Ten minutes later, I heard a noise…doctors are running here and there…they're running toward this young baby and pushing constantly on her chest…the alarm of the monitor was loud and giving off a red light…I walked toward her bed and closely watched her and with a broken heart I asked the doctors about her condition…meanwhile there was a doctor saying over and over in English 'no response!' At that moment, I was praying and praying…I was calling Allah SWT to help her…the doctors were still busy, and I suddenly heard one of the doctors was saying 'there's hope'…two minutes later had her stabilized and they said she had a chances to live. At that moment, I felt both little happy and sad. Happy because I knew that she have a chance to live, while sad because I questioned what had she ever done to deserve to have been shot right in the head?!

I went back to the technicians and I stayed with them for about 15 minutes until they finally finished setting up the new Islamic Relief donated machines. I had wanted them to finish quickly because I wanted to go back to the same baby and give her a kiss and to pray for her a better chance in life. As I was walking toward her, I was shocked to see doctors removing all the wires out of her body as they turned and told me that she just died.

I couldn’t believe it, I looked at the doctor without asking him anything, he exclaimed to me, ‘I did my best… but this is Allah’s will.'

With a broken heart I went back home, looking with tears at my son and so afraid that my son might be next.

THE END

martedì 15 gennaio 2008

Islamic Relief Italia - Realtà Sconosciuta

Nel nome di Allàh il Misericorde il Clementissimo

Islamic Relief (IR) è un'organizzazione internazionale umanitaria e per lo sviluppo, che mira ad alleviare le sofferenze dei più poveri nel mondo. E' un'organizzazione non governativa (ONG) fondata in Inghilterra nel 1984 da un medico, il dott. Hany El Banna.

Islamic Relief è membro consultivo del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, è registrata con il Governo inglese nella "Charity Commission", è firmataria del Codice di Condotta per la Croce Rossa Internazionale e per la Mezzaluna Rossa oltre che dell'ONG Disaster Relief. E' anche membro dell'English Overseas NGOs Development (BOND).

I valori che ispirano l'associazione Islamic Relief sono i valori umanitari islamici, che ci insegnano che ogni vita umana è preziosa, e che tutti gli uomini hanno diritto ad una vita dignitosa e senza sofferenze. Consideriamo la carità e la generosità una responsabilità personale e collettiva. Come disse il Messaggero di Dio - Pace e benedizioni su di lui - "Colui che non si interessa agli affari dei musulmani non è dei nostri" (Bukhari) ed ha detto poi "La umma è un corpo unico, se uno dei suoi membri è malato, il corpo intero ne sente la febbre e la sofferenza" (Bukhari). Il nostro intento è sempre quello di cooperare con le comunità, ascoltare le loro preoccupazioni e le loro esigenze, offrendo il nostro totale supporto per migliorare le loro condizioni di vita. Operiamo a contatto diretto con le comunità che soccorriamo, costruendo un solido rapporto di fiducia e incoraggiando le persone ad esprimere le proprie necessità. Ciò a cui puntiamo è di permettere alle popolazioni di ottenere i mezzi con cui autosostentarsi. Aspiriamo a creare comunità autonome, cosicché, alla fine, possiamo congedarci con sicurezza da quelle aree e rivolgere la nostra attenzione laddove nuovi bisogni sono sorti, concentrandoci su nuove iniziative.

Islamic Relief interviene nelle situazioni di crisi umanitaria o di emergenza causate sia da fenomeni naturali che umani. Inoltre Islamic Relief promuove attivamente un'economia sostenibile ed uno sviluppo sociale organico attraverso il coinvolgimento delle comunità locali senza alcun pregiudizio razziale, religioso o di genere. Islamic Relief opera attraverso quattro settori principali:

1) Soccorso d'emergenza
2) Progetti di sviluppo
3) Assistenza agli orfani
4) Waqf

Islamic Relief ha uffici di fundraising in Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera, Francia, Malasia, Mauritius, ed ha progetti in Afghanistan, Albania, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Ciad, Cina, Egitto, Etiopia, India, Indonesia, Aceh, Iraq, Giordania, Kenya, Libano, Malawi, Mali, Niger, Pakistan, Kashmir, Palestina, Federazione Russa (Cecenia e Ingushezia), Somalia, Sud Africa, Sri Lanka, Sudan, Yemen.

Soccorso d'emergenza Riguardo alle situazioni di emergenza
IR ha addestrato un team che è pronto ad intervenire entro 24-48 ore dall'inizio dell'emergenza, sia quando essa è provocata da cause naturali sia quando è provocata da cause umane. IR opera per rispondere ai bisogni più immediati distribuendo cibo, medicine, tende e vestiti, mentre valuta quali iniziative per la ricostruzione possono essere realizzate. Per agire nel più breve tempo possibile in caso di calamità, Islamif Relief tiene pronte delle riserve di forniture per oltre 10.000 persone. Queste riserve includono: acqua da distribuire, tende, coperte, attrezzi per cucinare, kit per l'igiene. Ad esempio, IR è intervenuto immediatamente dopo il terremoto che ha colpito il Pakistan, ha portato aiuto alle prime avvisaglie della crisi del Darfur, come si è attivato dopo i primi bombardamenti israeliani sul Libano.

Progetti di sviluppo

a) Acqua e Sanità Secondo l'Organizzazione Mondiale per la Sanità, circa l'80% delle malattie nel mondo sono causate dalla mancanza di acqua potabile o misure igieniche. Malattie legate all'acqua provocano 2,2 milioni di morti ogni anno, la maggior parte bambini sotto i cinque anni. Islamic Relief ha operato in Indonesia a progetti per l'acqua dopo lo tsunami o in Palestina costruendo il pozzo di Aya e rinnovando il sistema delle acque, così come ha completato progetti sull'acqua in Sudan, Afghanistan, Kashmir, Albania, Bangladesh, Cecenia, Kosovo e Pakistan.

b) Salute ed Alimentazione La malnutrizione è responsabile per oltre le metà delle 12 milioni di morti infantili che avvengono ogni anno. Il lavoro di Islamic Relief nel campo della salute e dell'alimentazione include: Programmi di cure mediche per madri e figli Costruzione e riabilitazione di cliniche mediche Distribuzione di ambulanze e materiale medico agli ospedali Programmi per il miglioramento dell'agricoltura e di sicurezza alimentare Cibo distribuito nelle scuole per i bambini malnutriti Vaccini e controlli sanitari Programmi di cure fisiche e psicologiche per bambini vittime di traumi da guerra Educazione alimentare e sanitaria in comunità povere Islamic Relief ha realizzato programmi sanitari ed alimentari, prevedendo la costruzione di cliniche e la somministrazione di cure mediche, in Afghanistan, Kashmir, Bangladesh, Cecenia, Egitto, Kosovo, Pakistan, Palestina e Sudan..

c) Attività generatrici di reddito I pacchi di cibo e gli aiuti di emergenza riescono a soddisfare i bisogni più immediati, ma le persone devono poi riuscire ad autosostenersi ed essere indipendenti. Con questo scopo vengono creati programmi generatori di reddito. Molti dei beneficiari di questi progetti stanno ricostruendo le loro vite attraverso dei prestiti ad interessi zero che gli diano i mezzi per iniziare un'attività ed una formazione che li aiuti a sviluppare delle capacità professionali. Islamic Relief ha avviato questo tipo di attività in Afghanistan, Kashmir, Albania, Bosnia, Malawi, Pakistan, Palestina..


Assistenza agli orfani
Il Profeta Muhammad - Pace e benedizioni su di lui - ha detto: "Io e la persona che si occupa di un orfano saremo insieme nel Paradiso, così.." tenendo il dito indice ed il medio uniti (Bukhari). Islamic Relief opera dal 1986 a favore degli orfani, per cercare di restituire loro fiducia, speranza ed affetto attraverso l'aiuto di molte persone sensibili. Un modo concreto con cui chiunque può aiutare gli orfani è l'adozione a distanza; questa assicura all'orfano cibo quotidiano, assistenza sanitaria ed istruzione. Con una modesta quota mensile, l'orfano può tornare a sperare nella vita perchè sentirà l'amore di qualcuno che pur vivendo lontano, si preoccupa di lui e del suo benessere. Islamic Relief ha realizzato programmi di adozione a distanza in Bangladesh, Cecenia, India, Mali, Sudan, Etiopia, Albania, Indonesia, Iraq, Kenia, Pakistan, Bosnia, Giordania, Kosovo, Libano, Palestina, Sri Lanka. Per conto dei donatori Islamic Relief si prende cura di oltre 20.000 orfani, di cui oltre 5.000 nella sola Palestina.

Waqf
"Quando il figlio di Adamo muore, le sue azioni finiscono, eccetto tre: un'elemosina continua (waqf), una scienza utile, un figlio devoto che prega per lui" (Muslim). Il termine "waqf" indica l'immobilizzazione di un bene, per sfruttarlo e quindi donarne il ricavato ai poveri. Dunque il waqf è un'elemosina ed una fonte di aiuto per i più bisognosi che continua nel tempo. I suoi effetti benefici e la sua utilità aumentano durante tutta la vita del donatore e soprattutto continuano anche dopo la sua morte. I proventi del waqf vengono calcolati e distribuiti alla fine di ogni anno. Chi dona un'azione waqf riceve un certificato e quindi un rapporto annuale relativo al settore nel quale ha scelto di investire la sua donazione (waqf acqua, waqf salute..)

Inoltre IR svolge due grosse campagne all'anno contro la fame: la distribuzione di cibo durante il mese di Ramadan e la distribuzione di animali per la festa dell'Aid al-Adha (Festa del Sacrificio, che commemora il mancato sacrificio del figlio di Abramo - Pace su di lui - su richiesta e per intercessione di Dio, ndr). Durante il Ramadan del 2006 Islamic Relief ha distribuito 220.415 pacchi cibo, raggiungendo 1.186.975 persone come beneficiari, mentre durante la campagna "Qurbani" per la festa dell'Aid al-Adha, siamo riusciti a distribuire circa 70.000 animali. In entrambe le campagne ci siamo concentrati sui Paesi e sulle aree territoriali dove c'è maggiore penuria alimentare o dove ci sono fasce di popolazione che vivono sotto la soglia della povertà, distribuendo cibo in Albania, Afghanistan, Bangladesh, Bosnia, Cina, Cecenia, Egitto, Etiopia, India, Indonesia, Aceh, Iraq, Giordania, Kenia, Kosovo, Malawi, Mali, Niger, Palestina, Pakistan, Kashmir, Somalia, Sud Africa, Sri Lanka, Sudan, Yemen, Libano.

La sede italiana dell'Associazione Islamic Relief è a Milano, in via Tajani 1 (C.a.p. 20133). Tel/Fax: 02 36523730
E-mail: info@islamic-relief.it
sito: http://www.islamic-relief.it/

Per contribuire alle attività di Islamic Relief:
c/c postale: Islamic Relief n. 24024002 c/c
bancario: BNL - CODICE IBAN: IT 68M 0100501614000000013970